Alle mie spalle, ancora fuori sul percorso, altri corridori si stavano ritirando, e quando io alla fine svenni, fu passata parola a Joe McGhee che ero fuori dalla corsa, che ufficialmente ero stato squalificato. Ciò deve averlo rincuorato molto - raccolse le sue energie, e nonostante fosse anch'egli sfinito, proseguì coraggiosamente verso lo stadio.
Finalmente arrivai alla linea da molti ritenuta di arrivo - e lì Mick Mayes, massaggiatore ufficiale della squadra britannica venne sulla pista e mi afferrò quand'ero sul punto di cadere ancora.
Ci furono inevitabili polemiche per quello che aveva fatto Mick Mayes; alcuni dissero che nel venire verso di me sulla pista era convinto che io avessi attraversato la linea d'arrivo, altri dissero che fui portato via perché nessuno voleva vedermi soffrire di più.
Ora Mick e io siamo grandi amici, e sono sicuro che lo saremo sempre; da parte mia ammetto che egli possa avermi portato fuori per evitare il peggio, ma onestamente ritengo che quando lo fece pensava che avessi vinto.
Fui trasportato al centro del campo, messo su una barella e portato nello spogliatoio dove ricevetti prontamente le cure di un dottore e di una infermiera. Nello spogliatoio ripresi coscienza per alcuni attimi. Un'infermiera era china su di me, "Ho vinto?" le chiesi con ansia. Mi sorrise. "Sei andato molto bene" ella disse... .
Jim Peters (Inghilterra) 7/8/1954 a Vancouver
Maratona dei British Commonwealth Games. La sua ultima gara

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